Film – Greta Rosso

aprile 15, 2018 § 2 commenti

Rosso

Questa è la mia vita.

1

Il dettaglio particolare

di una capigliatura

rose coperte con pazienza

e lo sfinimento, l’abbandono.

Andammo a Brest

tornai sola e non bevvi

altro che l’acqua nera

del fiume. La responsabilità

e il dolore. Il fumo

da cortina a scelta.

La vita. La capigliatura.

2

Saint-Paul-de-Vence

passi tutto ma il ricordo

il ricordo no, seguiremo

il protocollo: quarantena,

conservazione forzata –

nei vasi a trasfigurare.

3

Nessuno vide l’errore grammaticale

tutti erano concentrati sui seni scoperti.

Nessuno vide i seni scoperti

tutti erano concentrati sull’errore grammaticale.

4

Decidere la lunghezza, sventrarla.

Anche la mitragliatrice va bene

5

I Campi Elisi hanno una sola espressione:

senza mento

il pene semieretto

e soffiano fuori il fumo della sigaretta

che qua appare nebbioso

senza volute.

Lei arriccia le labbra.

Stava per pronunciare una

lacrima, ma ora ride.

6

Appendino

trarremo giovamento

collo, collana

la mia incredibile usura.

In campagna sta la casa

nella casa il figlio:

di nuovo:

appendino

trarremo giovamento.

7

La camicia con le ruches

segnò il contrappasso.

8

Pirouette:

Ruotare in senso orario.

L’asse è importantissimo.

Per scongiurare giri di testa

imparare a guardare

un punto fisso della parete

nella fase del volteggio

per mantenere equilibrio,

evitare traumi ecc. ecc.

9

Quanti zigomi

caduti incastrati

fra i ciottoli dei marciapiedi.

Senza farne un dramma:

io direi di amarli

con noncuranza.

10

Scrivere infine Aurora

immaginare che sia

arte cinematografica tedesca

se di questo si tratta.

Ma il rialzarsi del sole

esattamente così

nell’erronea espressione che la sa lunga.

11

(un inimmaginabile

dettaglio

di traduzione)

Scrisse: l’amore

come

un’icona russa.

E chiuse gli occhi

 

A Snake of June

1

Fanno sempre così.

Toccano l’altro cuscino

e l’altro cuscino è vuoto

il disturbo dell’assenza

tasche crudeli colme di denuncia.

Poi, nell’acqua trovano rifugio.

2

La geometria è un resoconto

colpevole.

Sempre l’acqua

tenta

mandarla via,

non la cancella.

3

Il concetto desolante della pelle

la pelle incolore.

Un contatto estremo e astratto.

4

Lei non è bella e

la pelle non è una pesca.

È paura.

Talvolta sozzura

un fango intangibile.

5

Capita che la narice

sia l’unico orifizio

protetto dal pudore

inviolabile, violato.

(Il cuscino

resta vuoto)

6

La banalità delle ortensie

un concetto a me vecchio.

Le ortensie grondano:

a questo punto, ancora.

Fino a dire come

ma non in quale direzione.

7

Il mio pulpito

il tuo pulpito –

come scegliere?

come nascondere,

interrogarsi?

8

Nei paragoni esausti

risiede il fondamento:

che non conteniamo

acqua, non lo siamo più

da tanto.

9

Era bello non sapere

essere una persona

vedere poco.

Invece chiudere è aprire.

un esame nefasto.

10

Come si ribaltano le

prospettive, bambina mia

quando le piante sono

animali feroci, dinosauri

e la loro radiazione ti

ammala e strofina,

rompe.

11

Il disturbo ossessivo compulsivo

è un amore

nato sbagliato

e non si può ucciderlo mai.

(Canta:

attraverso i fili scoperti

ti amo, ti amo

solo rischiando tutto

e alla cieca)

12

La dignità è assai bella,

ancora piove

e la laviamo

e lei

piuttosto

muore:

13

Così, sulla ghiaia.

La verità è un cancro

incompatibile con la vita.

E il requiem li coglie

preparati

nella giusta esposizione:

continui, terminati.

 

The Tribe

1

Noi siamo

la periferia

della periferia.

2

Ora: il punto in cui

dare spazio a uno

è toglierlo a un altro.

Oppure un atto

pre politico.

3

Se elimini

diventa una questione

di colore.

Poi elimini

anche il colore

resta la forma che,

se ci presti attenzione,

inganna.

4

(passando

da un inverno

metafisico

a un inverno

assodato)

5

Non sapere

è tremendo.

Togli nome al rifugio

non hai più rifugio.

6

L’amore è una frode

e non c’è risarcimento

cose impervie

come l’intimità

insegniamo a perpetrare

altre truffe

passando dal pube

agli organi interni.

7

La necessità spunta ovunque

e soddisfarla è un delirio

che nessuna religione

calma.

Mangiare e dormire

nemmeno per idea.

La necessità

come la bellezza

spunta ovunque e

non si stana.

8

Pareti fiorite in un

buio senza fine

dove si scende

lungo la verticale

dell’evoluzione.

9

(nel frattempo

ti somministrano

un collirio che ti disfa

niente rimedio)

10

Nessun bambino

è un fegato

che si rigenera.

Poi crolla il cartongesso

resta la ruggine.

11

Dopo la morte

mettete la neve.

Che a lei sola

importi.

12

Lo stato attuale

delle cose

esente dalla logica

ci impone il frutto

costante

della sofferenza:

che fa profitto.

13

Prendiamo un disastro

e mettiamoci le tendine

un disastro enorme

ma ben pettinato

coltiviamolo a roselline

che venga su bene

poi lo cogliamo,

nei vasi finché secca

teniamone i semi

per i prossimi disastri.

14

Quanto basta a cavarci d’impiccio:

la soppressione

la preghiera

la pelle

la fitta nel ventre.

15

Passata lei:

il rimedio

il frastuono nero.

 

Time

1

Questa sutura fenomenale

fa di due volti

una scena

pericolosa.

2

Ci arricceremo i capelli

come se non restasse

null’altro al mondo

su cui usare decenza.

3

Trasportare

i tavolini di Parigi

in ogni metropoli.

E non sto

parlando

di oggi.

4

Sogno di

non aver paura di perdere le chiavi

chiudere il terrore

in una vecchia scatola di

cioccolatini.

5

È sempre

il compasso delle gambe

a segnare

un erroneo

perimetro dell’amore.

6

E se un giorno

scostando il lenzuolo

non trovassimo il corpo

ma un’idea affatto indecente

del corpo

arreso al tatto e allo sguardo

e infine scomparso,

sostanzialmente

volatilizzato.

7

Anche il sentimento

è un tessuto che laceriamo

per modificarne la mappa

finché

percorrendolo senza farci caso

ci perdiamo

e possiamo

solo

uscirne.

8

Scopare è metrica

disseppellita

indecomposta.

9

Un gioco

crudele e funzionale

risiede nello specchio

materia che si sottrae

lasciando la scena

a ciò che

scegliamo.

10

Un frammento d’Italia

nel traghetto che percorre:

uno

specchio

d’acqua.

11

Le sparizioni

questi giochi semplici

propri del

raccontare.

12

Punti fissi

punti non fissi.

Rotazione su un perno

immobilità

composizione

inadeguata

e inadeguata

e inadeguata.

13

Qualcosa non funziona

nel ribaltamento

e io sosto

nell’incomprensione

che non tocca sé stessa.

14

La poetica dell’intentato

qui viene meno

non mi va più

di tendere corde

fra punti

esausti.

15

Il delirio dell’oroscopo

non mi va.

Non mi va che

finisca bene o male o senza finire.

16

Lo specchio

non mi va

rompiamolo male.

Si sfarina la storia.

Terminata è la favola

della dimostrazione.

Resta il mondo

e non si scompone.

 

 

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