Inediti – Daniele Ventre

novembre 20, 2016 § Lascia un commento

dani

TINA

Alternativa non c’è: la tua civiltà costa troppo:
troppe di bocche e di pance hai da saziarne quaggiù
fra le latrine e le lacrime a valle e non c’è più memoria,
senza misura il tuo conto in percentuale e non va.
Alternativa non c’è: però al video-poker le tasse
e al beneamato bet-point devi anche estinguergliele.
Alternative non ne hai: esternalità gli ospedali
e i poliziotti e le scuole: arida esternalità.
Soldi non bastano più per comprare il latte agli asili
e per spiegarvi le leggi: hanno da leggersele
i magistrati e i legali e chi ne capisce qualcosa:
tu non potresti capirne: alternativa non c’è.
Alternative non so: che franino templi e musei
libri e ricordi, e che i tuoi topi le rosichino.
Certo, coi topi anche noi abbiamo a che fare parecchio:
topi e mercato: nessun critico vale di più.
Meno con gli uomini invece abbiamo a che fare e qualcuno
dice che siamo anche un po’ rettili -vecchio melò.
Viscidi siamo senz’altro in questo universo scadente:
scade razione e nazione e la scadenza non è
mai rispettata e le azioni ci franano, crollano in borsa
giocano borseggiatori alla realpolitik
che alternativa non c’è, però il militar-industriale
e il cambrioleur finanziario ora ci speculano:
soldi ne trovano sempre per noi e ci pagano troppo:
loro non rendono i conti e non li calcolano
e non si indebitano, che il debito sempre è per altri
e alternative non dànno e non le scontano qui.
Alternativa non c’è, perché il rendiconto rimane
sui quattro soldi contati e quel resta per te,
dopo il gambleur di Wall Street e il suo militar-industriale,
largo di rien-ne-va-plus -narco che trafficano
dopo ogni dopo che resta dell’economia già dopata
vuoto di storia che il tuo sabato non ci pagò.

 

City

Forse gli spiriti parvi ci planano giorno per giorno

per capitale per mafia, all’impoeticità

delle cartelle e dei giochi -la tombola delle mazzette:

minime le melodie fra vaccinara e junk food.

Ce ne dovrebbe importare, però non puoi farci più nulla:

restano le indegnità che si rimescolano

per postulati a rovescio e assiomi e teoremi a complotto:

restano le geometrie -ragni si impegolano

dentro le tele da loro intrecciate. Intanto l’azzurro

freddo del sole all’inverno indifferente ridà

l’ultima mano di gioia illusoria. Intorno alle guglie

l’eco del pantheon decade e si degrada per sé

a chiacchierio di stregoni burocrati -meditazioni

sull’imminenza dei colli e l’immanenza del blu

e l’eminenza del grigio. Il tempo è fumato -è finita

l’ora del fiore appassito e si ricalcolano

per gli interessi sui costi del debito gli anfiteatri

e le campagne in declivio. Ora al declino che fu,

resta la nave che ab urbe recondita fonda e si affonda

a un ritornare dei cicli ibridi e scienza non c’è

delle nazioni. Era un gioco già logoro d’allegoria,

che si ripete scontata e per il sì o per il no

nel logorio della via postmoderna acquista non-senso

e riconquista il dissenso e nell’essenza per sé

cambia ogni cosa lasciandola uguale in un tempo di iene.

Restano appena i tramonti a ricordare quaggiù

oltre le tombe del tempo e la storia delle formiche

e le cicale apparecchiate allìExpo,

l’ombra del volo e una somma di età che in rinascite eterne

fogli di mondo al fruscio fragili mormorano.

 

 

 

Annunci

Tag:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Inediti – Daniele Ventre su viomarelli.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: