Zebra song – Eugenio Lucrezi

ottobre 27, 2016 § 2 commenti

zebre

Zebra song ( a country waltz)

 

La mia vita è una brughiera,

tocco il fiore e si sfoglia.

C’è chi semina il male

perché io lo raccolga.

Passi che ripercorrono

piste lontane,

zoccoli che le riperdono.

 

Questa stanza è una savana,

la foresta è lontana.

Tra le stoppie il leone

non sbadiglia per me.

Vento che fai ondeggiare

neri bambù,

scuoti la mia solitudine.

 

Questo mondo è una prigione,

se lo abbatti hai ragione.

Se galoppi da solo

chi trottava con te?

Sbarre nere come strisce,

zoccoli blu,

annegati nella polvere,

annegati nella polvere,

annegati nella polvere,

zebra song.

 

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§ 2 risposte a Zebra song – Eugenio Lucrezi

  • eugeniolucrezi ha detto:

    Questa poesia, fino ad oggi inedita, ce l’ho in mente diciamo da una trentina d’anni, sicché è il contrario di ciò che in genere scrivo, che si accende e si chiude nel giro di minuti o di quarti d’ora, a volerla fare lunga.
    Tamburi africani e fiddle ( il violino della musica western) vanno qui a braccetto con le sottane di Salisburgo, che girano e girano seguendo il bebop di Miles.
    L’argomento, ovviamente, è la rivoluzione, e non è un caso che la pubblichi Viola Amarelli.

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