da Nel mentre – En plein air

ottobre 29, 2013 § 3 commenti

MARGITmargit kovacs

EN PLEIN AIR

nessun nemico

I

piombo, è il tempo-zavorra, questo

giorno

salgoscendo

piombo che sfora e tace,

orfano al mondo

vadovengo

 

sequenze le catene inconcludenti

sfilo da occhiello a occhiello

metto punto

 

sia – sole alla luna piena

luce d’ombra

II

L’umido appiccoso alla parola

muta la bocca in muffa, nostra fortuna

III

in fila le formiche invadono il terreno,

la zappa si conficca, le scompiglia

avanzano i più forti

tutto un presidio – io rimpiangevo i deboli

IV

ho occluso i circuiti, bruciati i ponti

strappati i by-pass, intorno c’è il deserto

nessun nemico – mi chino

—————

gaté

Stranissimo, la strana, la paura non detta

quella che è asserragliata,

sola cerca d’amore

l’esser voluto bene

 

normale normalissimo

se se se ti

volessi bene

soltanto, senza un fine, senza un cerca la mamma

l’ultimo, il puer eterno, amando il quadro e il tondo

 

finisce il nascondino

odore forte di menta

niente paura niente,

lascialo via il respiro

 

niente niente paura

vedi, io e te

si muore,

strano quant’è normale

———————————–

autonegato

Andando a fondo

-dice

aspetta che anneghi

 

Sopra/sotto

-dipende

dal punto, una sutura

 

Andando dentro

-insiste

la cecità di polpa, lo scuro del nocciolo

 

Pazzia assoluta

-tremita

come ci fosse una, qualunque, mattìa relativa

 

Andando via

-finisce

il risultato noto, parrebbe. Autonegato.

—————————————–

lucreziana

Qualsivoglia vita squagliando

fosse di gelsomino, l’aria ubriacata chiara,

di stecco secco e storto, memoria tra le bacche,

di cincia mattutiona, cipria per piuma rossa,

di uno vecchio idropico, la corsa da ragazzo,

lascia una traccia invisibile inghiottita

sino alla prossima rinascita immersa nelle cellule

le stesse, stringile al fondo, forme diverse.

—————————————————–

impermanere

la te-la si sfal-da,

si slava,

precipite vento

azzera la forma

un solo momento: lo sfilo e l’avvinghio.

—————————————————

vociavano

Forme a parvenza al ralenti

il traguardo – macinato

se ne accorge, scorge in tralice la linea

chi l’ha mai tracciata – prende un pennello

ad allungarla in una curva

gonfia e ridondante

cos’era? ah, sì, esistenza, vociavano

così va meglio. più esatto,

fine di gara.

finge quel gatto.

———————————–

en plein air

I

Sta per i fatti suoi, quasi ringhioso,

il gatto nato bianco, quasi albino,

le zampe dietro sbilenche

si rifugia tra i pini, i peli irrigiditi

di resina la crosta, non sorride

rifugge – mio fratello ha paura

II

Bere di notte acqua alle pozze

incontrare allegri porcospini

spedire i minatori nel ventre delle madri,

le sciocche, povere talpe – un rospo deciduo

verde squillante tra i ciclamini la mattina

l’involucro, di suo, già corpo vivo

III

Carezza su carezza fuso all’uomo

malcerto macilento

beninteso-cibo nel ventre e

affetto, però non ce l’ha fatta, mea culpa

grandissima, vana

IV

La vita è l’arte di essere perdenti, nulla di nuovo – dimentica

– si muore

V

L’istante che le frullano

le ali, d’un colpo la tortora che

plana e la farfalla enorme

candeggia questa luce, squaglia

crema, intanto che si scollano

etichette, si arrestano i pensieri

frullano insieme tutti – senti

i respiri

——————————-

persi

 

Una sbiadita primavera segna le tracce d’inverno mai finito,

tronchi e rami spezzati.

Incerti e coraggiosi tra soffioni e sambuchi

spuntano papaveri, quelli che ce la fanno

i forti, i fortunati.

Io m’aggrappavo ai persi,

(lavoro in corso)

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§ 3 risposte a da Nel mentre – En plein air

  • mauro ha detto:

    Ma non dovevamo iniziare uno sciopero delle parole?!…(Scherzo)

    Infondo è questo quello che ci accomuna ,la DESISTENZA!
    Rinuncia della banalità, del male, del possesso, della vittoria, della parola così come la conosciamo. Dedico a noi tutti e approfitto di questo tuo spazio :

    UN NOME
    VORREI DARE UN NOME
    AI NOSTRI SORRISI INSIEME
    SVENTOLARE AL VENTO
    COME LENZUOLA BIANCHE
    COSTRUIRE UN CONCETTO
    CON LE NOSTRE MANI
    ARRAMPICARMI SUI CUORI
    COGLIERE A MORSI L’AMORE
    SAZIARMI DI GELSI MATURI
    INSANGUINARMI DI GIOIA.
    VORREI SPIRARE E RESPIRARE
    TO BE OR NOT TO BE
    INFRANGERMI D’ONDA
    EVAPORARE AL SOLE
    SVANIRE E RINVENIRE
    IN UN SOL BICCHIER D’ACQUA
    SPEGNARMI FOCO.

    grazie!

  • viomarelli ha detto:

    spegnarmi foco, l’altro polo di Cecco…grazie Mauro

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