Lo sparpagliamento interiore – Witold Gombrowicz

agosto 26, 2013 § Lascia un commento

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Quel martedì mi svegliai nello smorto evanescente attimo quando la notte vera e propria è ormai finita e l’alba non riesce ancora a farsi strada. Destato di soprassalto, stavo già per precipitarmi in taxi alla stazione pensando di dover partire. Mi ci volle un minuto buono per rendermi conto che nessun treno, ahimè, mi aspettava alla stazione, e che non era quella la mia ora. Giacevo in una luce lattiginosa, il corpo pervaso da una paura insopportabile che mi opprimeva angosciosamente l’anima, l’anima opprimeva il corpo e ogni infima fibra si torceva nel presentimento che niente sarebbe successo, niente cambiato, niente sopraggiunto e qualunque cosa avessi intrapreso il risultato sarebbe sempre stato zero via zero. Era il terrore di non esistere, la paura del non essere, l’ansia del non vivere, il timore della non realtà, l’urlo biologico di tutte le mie cellule davanti alla lacerazione, alla dispersione, allo sparpagliamento interiore.

(da “Ferdydurke”, trad. Vera Verdiani)

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