Ecate

luglio 2, 2013 § Lascia un commento

triforme

Ovunque spande notte novilunio

sussurra sonno che distilla a stelle

a riacquietare i corpi e le passioni

in un silenzio impercetto appena esploso.

 

 

Svanisce vano lo sguardo invetriato

nel buio che elude fuso il vero e il falso,

pugnalano rapaci strigiformi

i sogni e le amnesie del riposo.

 

 

Avvolge l’ombra i luoghi, l’opera e

l’ora travalica il confine,

tacitamente revocato il patto

vivente con l’inerte si trasmuta.

 

 

Eroso ogni pensiero, indifferente,

tu non mi vedi, io non ti tocco – fuori bevo notte,

dormi cercando incerto di una quiete

veglio sovrana il nulla che dilaga.

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