Poesia per New York – Giulia Niccolai

novembre 30, 2011 § Lascia un commento

 

 

 

 

(“Tutto ciò che allora sembrava eterno
non è durato più di trent’anni”)

GIN – ginepro (a Joan Steen Wilentz)
GIN – ginepro (Juniperus communis)
GIN – Gordon (alcool aromatizzato con bacche di ginepro)
GIN – Giulia Niccolai
tre parti di Gin e una di Vermouth per il Dry Martini classico:
gemma liquida trasparente incolore
che vortica tra cubetti
( “… sì, sì, proprio con il brio di un ruscelletto
o dei sonagli di una slitta in corsa sulla neve…”)
per venire poi adagiata
silenziosa ghiacciata
(la bella addormentata)
in piccoli preziosi bicchieri a stelo
che anche nella forma ricordano il diamante.
(Ve l’ho fatta venire la voglia di un Dry Martini?) 
Così New York. Quando la vidi (la città) mi parve
anch’essa
rifrangere la luce: indistruttibile perfetta.
Oleosi tremolanti e sfuocati
(miraggi o onde di calore?)
i tre caleidoscopici diamanti del ricordo
ruotano ruotano
e si fondono in un tutt’uno.

Ora esso mi appare immobile nitido splendente
incorniciato nel mandala dell’occhio della mente.
Diamonds are forever?
Tutto ciò che allora sembrava eterno
non è durato più di trent’anni.
New York si è macerata e sfatta come una città del Terzo Mondo. Sono finiti i tempi in cui era sportivo sfidare la vita sorseggiando nitroglicerina da bicchieri triangolari con una Lucky Strike accesa tra le dita della stessa mano.

Questo poemetto sulle radici della mia poesia sta diventando un excursus nella pubblicità del secolo, ma invecchiare serve a capire di persona le vanità del mondo.
Il grande Gatsby e Marlowe ci hanno lasciati,
per noi la fatica della vita continua
e c’è ancora molto da imparare, I presume…

I presume… I presume… I presume…
Una volta per tutte: basta!
Basta con questa corretta reticenza inglese
ora che appartengo anch’io al Terzo mondo!
Basta con le illusioni e le delusioni
dopo aver finalmente capito
(e me l’ha suggerito il Larice)
che la giustizia terrena è indifferenza.
Ora credo solo nella fede
ma è proprio nell’aura di una coincidenza
(e di una lunga consuetudine alla sofferenza)
che riconosco il tocco del destino,
la grazia, la pace della meraviglia pura: GIN-LAB.

GIN-LAB in tibetano, Adishtana in sanscrito, sono le onde radiose di beatitudine che emanano dai grandi Lama e che i discepoli sentono di ricevere in modo tangibile.

Maggio 1986

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