su recenti attardati risuoni di scrittura poetica contemporanea

febbraio 8, 2021 § Lascia un commento

non parrà a noi/voi vero

il ritorno eterno, bizantini frammenti

la décadence e l’ibrido mysterium

a mescolare : crepa, lucore, gnosi a fil

di fuoco, recuperare alle fucine – i padri sabotati –

trisavoli e incensi, fiori reclinanti

intanto che il sempiterno, lui sì, William Blake soavemente

sorride, ignorandovi, nel gioco che continua, non con voi,

logori scacchi, che non vivete

né sapete, ammesso che davvero, ma davvero, voi : una “visione”?

scrivere segni scrivere silenzi

luglio 22, 2020 § Lascia un commento

(0)

scrivere segni scrivere silenzi

(1)

siamo andati oltre, siamo tornati indietro
chi se ne fotte
in silenzio, che la stanchezza pesa, come
le labbra, conserva il fiato, rendilo regolare esatto
all’aria, il dareavere, cambio di scambio osmosi, luce

(2)

la particella e l’onda dipende di sguincio dove
sbirci, là

(3)

bevi latte, oh fortunati enzimi,
buio del bitume, pozze miraggio
sabbie
siamo arrivati
dentro

(4)
riparo di penombra che era, non più,
inchiostro, segni di infuso
percutaneo, muto.

Da Lo straccio

febbraio 12, 2021 § Lascia un commento

Passa lo straccio asciutto. Prima ha inondato d’acqua. L’unica maniera per pulire, altro che tensioattivi, parola complicata che ha dovuto imparare da poco. A lavar pavimenti invece ha imparato da piccola, quando suo padre vomitava, ubriaco, e la madre non aveva il coraggio di avvicinarsi. Lei invece puliva, la differenza, quella per cui sua madre era morta e lei era viva.

Chi si fa pecora il lupo se lo mangia. L’orco era suo padre. Aveva ucciso mamma. Con un coltello, trenta colpi. Li avevano contati. Non aveva pulito lei. Lei era a scuola quella mattina. Non era mai più tornata in quella casa. L’unica zia rimastale l’aveva presa e portata via. Non aveva visto più neanche il padre. Tra poco, sarebbe uscito. Buona condotta. Aveva bevuto. Non era lui. Un malato praticamente. Chiacchiere, della gente. Ora finiva di asciugare. Poi doveva pulire i vetri. Un buon lavoro per una ritardata. Stava sempre attenta, con gli occhi abbassati. La figlia dell’assassino. Gli somigliava, sua madre invece era stata bella. Oddio, sempre più di lei, grande, grossa e piena di lentiggini. Manone, per strizzare stracci. Fortunata. A lavorare, e avere una casa. La zia morendo le aveva lasciato un bicamere di case popolari riscattato. Lo rivoltava ogni due giorni. Uno specchio. Suo padre le aveva fatto scrivere dal cappellano del carcere.

Preti. Roba che se la vedano tra loro. Sua zia l’aveva avvertita. Stare alla larga dai maschi, e dai preti. Stare con gli occhi bassi e lavorare. Domani è domenica. Va da un’amica, l’assistente sociale che la segue. Una poverella che si è lasciata col marito. Ha fatto bene. Altre donne, altre storie, molti pianti. Lei piange ogni anno a Natale. A comando. Nasce qualcuno. Lei è nata, a Natale. Nata male. Tardiva. E neanche tanto buona, lo sa. Ha preso del padre. Perciò non beve. Perciò pulisce. Che tutto risplenda. A posto. A posto. Ognuno ha un suo posto. Lei ama, decisamente ama, i pavimenti, e gli specchi.

Trasparente

febbraio 7, 2021 § Lascia un commento

Meravigliosa evenienza
il non capire niente
restare defilata
con l’aria da beota
corallo d fondale alla corrente,
paesaggio trasparente

In realtà

novembre 22, 2020 § Lascia un commento

In realtà non avevo bisogno di loro,

loro ancor meno di me

il tacito patto: evitarsi,

il mondo andava avanti lo stesso, anzi meglio

un silenzio perfetto, lucentezza del sonno, del fiato

rarità dei colori, compiutezza di forme, che altro

occorreva? Una morte indolore.

Sine nomine

luglio 3, 2018 § 3 commenti

mont

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Leopardi – Mark Strand

giugno 29, 2018 § 1 Commento

luna

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Capfinidas

maggio 14, 2018 § Lascia un commento

 

kounellis.jpg

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Il sogno d’inverno dell’architetto-Billy Ramsell

maggio 4, 2018 § Lascia un commento

ramsell « Leggi il seguito di questo articolo »

Film – Greta Rosso

aprile 15, 2018 § 2 commenti

Rosso

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