Preghiera senza dio – Adriano Padua
maggio 11, 2012 § 1 commento
ti porto questo fiore sanguinante
sbocciato sul finire
nel perdersi per sempre
in troppe inesistenze
mentre noi combattendo nuove guerre
senza entrare in azione
lasciamo come un segno
in ogni direzione
qualcosa che colpisca dentro gli occhi
nei muri e nelle acque generate
dal coro delle nuvole in cui incombe
il nostro devastante non compiuto
diluvio d’alfabeti
****
ora possiamo tutti respirare
il cielo che ricade sulle strade
osservando i frammenti scomporsi
in parziali universi scomparsi
e amare la paura di sentire
presente questo niente così fisico
che svuota e ci sgomenta
mentre la vita aumenta
e quasi ogni cosa che ci accade
accade veramente
ma appare fino all’ultimo evitabile
* * *
il giorno non ha molto senso
s’infrange nel tempo
è solo un poema di luce
è solo un poema di cose
è solo un poema e contiene
perfetta l’idea del deserto
portandoci la storia indifferente
che intanto si ribalta su di noi
su di me che comunque vorrei
poterti ogni giorno ritornare
come le sere gli astri
***
lo spazio è abituato alla penombra
accoglie al proprio interno
l’assenza che fa parte del tuo esserci
mi hai detto che volevi le parole
sono soltanto queste
***
non è tutta da dire la realtà
non sembra così forte
la voglio sterminare
anche se non esiste
o è fatta di momenti terminati
prima di cominciare
sospesi sopra il vuoto in cui ti scrivo
poesie perdute ovunque
sparse su notti bianche e incise anche
nel corpo dei palazzi
sui soldi troppo sporchi delle banche
che accumulano polvere
nei monitor dei grandi magazzini
dentro ai cortili morti da millenni
* * *
preghiere senza dio
per dirti che io sono come te
ma mi distruggo meglio ad armi pari
***
con mosse inconsuete
nel ghiaccio di comete luminose
nel fuoco di prometeo
che brucia dalle mani dei piromani
nei fogli ancora bianchi e nei cancelli
chiusi mentre cantando le sirene
annegano sui tetti tra le croci
delle ambulanze ferme parcheggiate
***
tu accendimi semafori celesti
disegna arcobaleni
al centro della stanza
donami la violenza
***
Donami la violenza dell’uranio
che esplode impoverito
scoperchiami la casa dentro al cranio
ed io sarò finito
***
Amen
(già su Satisfaction aprile 2012)

è un fiore che sboccia e che che domani appassirà