Il viaggio -Chögyam Trungpa
gennaio 24th, 2012 § Lascia un commento
Abbiamo un corpo grasso o un corpo scheletrico, e portiamo con noi un grosso dizionario. Ogni volta che apriamo il dizionario troviamo una parola che è un frammento del nostro chiacchiericcio subconscio. Ogni volta che troviamo una parola ci chiudiamo e ci angosciamo nei confronti dell’intera situazione. Poi riapriamo il dizionario e troviamo un’altra parola. Tutto ciò crea ulteriore angoscia, ulteriore chiacchiericcio subconscio. Siamo inceppati, confusi, claustrofobici e affollati di passione, aggressività e di tutte le cose che avvengono nella nostra mente e che rimbalzano su di noi.
A volte, naturalmente, cerchiamo di gettare tutto ciò su qualcun altro, prendendolo a pugni o facendoci l’amore. Questi coinvolgimenti forniscono altro combustibile al fuoco delle emozioni….Anche il tentativo di allontanarci, di rivolgere la mente verso verità più elevate, non fa che aggiungere altro combustibile…E si ripete sempre lo stesso “trip”, continuamente. nella nostra mente inizia a svilupparsi una consapevolezza pesante di una confusione infinita….E’ continuamente in atto un viaggio infinito tra questo e quello, tra quello e questo. Possiamo pensare di aver trovato una verità superiore, la dottrina sublime, o rassicurarci dicendoci che siamo solo principianti (“sono solo un principiante, ma ho trovato un punto molto solido da cui partire”), ma qualunque cosa pensiamo, qualunque cosa diciamo a noi stessi, è il caos, caos assoluto. Abbiamo domande su domande, sempre, continuamente…..Anche persone assolutamente normali, nel senso ordinario della parola, che pensano di agire bene e di essere sui binari giusti, provano lo stesso tipo di confusione, un miscuglio, una miscela di questo e di quello che si intrecciano continuamente. E’ una confusione fantastica,una confusione totale. Siamo così confusi che non sappiamo nemmeno chi siamo o quale sia lo scopo del nostro viaggio.
E’ soprattutto il caso di famosi poeti, scrittori e psicologi. Si fanno il loro “trip” scrivendo un libro, recitando poesie o calandosi nel ruolo di maestri e insegnando agli altri. Questo è il loro unico punto di riferimento, il resto della loro mente è una confusione totale.
Il punto è che dobbiamo riconoscere questa confusione. Riconoscere che esiste davvero, che è sempre dentro di noi.
da “Il ruggito del leone”, seminario di Boulder, 1973
